Editoriale Musica & Terapia n° 7, Gennaio 2003

Il primo contributo del 2003 si apre con alcuni articoli dedicati all’ascolto trattandone gli aspetti neuropsicologici, psicologici e musicoterapici. L’articolo della sezione studi di musicoterapia dell’Università di Genova (Del Puente, Fiscella, Valente) affronta la complessa questione relativa alla localizzazione delle aree cerebrali deputate alla percezione ed elaborazione dell’elemento sonoro/ musicale. Vengono così riportati alcuni recenti studi (effettuati utilizzando la pet) che dimostrano l’interessamento di zone corticali sempre più specifiche a seconda delle singole funzioni. 

Il contributo successivo (Manarolo) sposta la riflessione sul versante psicologico (psicodinamico), precisando la dimensione relazionale dell’ascolto musicale (l’ascolto è espressione della relazione che si instaura tra l’oggetto musicale e il suo fruitore).

Giuseppe Scarso ed Alberto Ezzu (Università di Torino) presentano una riflessione teorico- metodo- logica relativa al trattamento musicoterapico dei pazienti in stato di coma. Gli autori ipotizzano la compilazione di una sequenza sonoro/ musicale universale da utilizzare ad ampio spettro per i pazienti ricoverati in un reparto di rianimazione. 

Concetta Laurentaci e Gianfranco Megna (Università di Bari) affrontano un ambito non molto dissimile (pazienti in stato vegetativo persistente) presentando una loro recente ricerca che evidenzia gli effetti positivi di un ascolto musicale mirato, sia su diverse funzioni organiche che sulla capacità di attivazione bi- emisferica. 

I successivi contributi spostano la nostra attenzione sulla musicoterapia attiva. 

Lucia Torre presenta il puntuale e coinvolgente resoconto del trattamento musicoterapico di un bambino pluriminorato, affetto da epilessia parziale con crisi migranti. 

L’equipe del Filo d’Oro di Osimo (An) (Coppa, Santoni, Vigo) prosegue la riflessione di Lucia Torre tornando ad approfondire le problematiche connesse al trattamento di soggetti pluriminorati; viene infatti presentato un interessante modello di analisi video delle sedute finalizzato ad analizzare i pattern di interazione diadica tra musicoterapista e paziente.  

L’equipe dell’associazione Artem di Udine (Foti, Ordiner, D’Agostini, Bertoni) propone un tema suggestivo di ulteriori sviluppi ed approfondimenti per quanto riguarda la verifica in musicoterapia; il loro lavoro cerca infatti di precisare quali possano essere gli indici sonori più rappresentativi dell’evoluzione di una relazione.  

Musica e Terapia si conclude con il contributo di Rita Meschini che torna ad affrontare il trattamento dei soggetti in stato vegetativo proponendo però aspetti teorico - metodologici propri di un intervento maggiormente calibrato sul versante attivo.

Gerardo Manarolo