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Una possibilità di verifica in musicoterapia attraverso il contributo della teoria dei sistemi non lineari

Silvia Cornara e Claudio Bonanomi

La nascita e il proliferare, negli ultimi decenni, di numerose discipline cosiddette alternative alla medicina ufficiale sono state accompagnate da due atteggiamenti contrapposti: la crescente domanda di queste pratiche, testimoniante il bisogno di nuove modalità di intervento, così come la loro validità come cura, abbinata d’altro canto ad una costante mancanza di credibilità per essere reputate delle modalità valide ed attendibili, soprattutto all’interno dell’ambiente scientifico ufficiale.

La musicoterapia si pone all’interno di questo panorama.

Le difficoltà nell’individuare delle modalità di valutazione e degli strumenti di verifica possono essere ricondotte a quattro classi di elementi costituenti la pratica musicoterapica:

Queste caratteristiche fanno sì che il metodo scientifico classico non sia applicabile a questo ambito di ricerca, non potendo essere rispettate le condizioni di validità e attendibilità minime per la sua applicazione.

Contemporaneamente, aumentano sempre più le voci che mettono in discussione il metodo classico stesso, il quale, anche all’interno delle cosiddette scienze “dure”, può essere in realtà applicato solo ad alcune classi di problemi, spesso attraverso l’uso di idealizzazioni della realtà e con il rischio che tutto ciò che non rientra in questa grammatica non sia esprimibile e trasformabile in ambito scientifico e quindi non esista.

La necessità di una nuova prospettiva per affrontare questi problemi ha fatto rivolgere l’attenzione del mondo scientifico a un nuovo paradigma, alla cui base si pone “la teoria del Caos” (o teoria della complessità, o teoria dei sistemi dinamici non lineari), che si fonda sul calcolo delle probabilità, che studia le traiettorie degli eventi e non tanto il risultato finale o gli oggetti puntuali. Cercare le cause non vuol dire cercare il perchè delle cose, ma il come e in questa prospettiva il tempo assume un peso sempre più rilevante. La ripetizione delle misurazioni permette di tracciare delle traiettorie e di escludere gli errori e i fenomeni transitori.

Nel campo musicoterapico, l’utilizzo di validi strumenti di rilevazione (nel caso della nostra ricerca è una griglia) costruiti a partire dalla teoria di riferimento diviene la modalità attraverso cui osservare/valutare le molteplici dimensioni del soggetto nel corso del proprio movimento.


In the last decades, many new relational-based disciplines were born and have grown next to the traditional medicine, being considered with two opposite attitudes.

On the one hand, the increasing request for their utilisation points out the need for new therapies and underlines their effectiveness in terms of treatment; on the other hand, they are not yet recognised as valid and reliable methods of therapy, especially in the official scientific environment.

Music-therapy is to be considered within this scenario.

To understand the difficulties in finding assessment strategies and testing tools, we have to take into account four different aspects specifically connected with the music-therapy approach: