Una possibilità di verifica in musicoterapia attraverso il contributo della teoria dei sistemi non lineari
La
nascita e il proliferare, negli ultimi decenni, di numerose discipline cosiddette
alternative alla medicina ufficiale sono state accompagnate da due atteggiamenti
contrapposti: la crescente domanda di queste pratiche, testimoniante il bisogno
di nuove modalità di intervento, così come la loro validità come cura,
abbinata d’altro canto ad una costante mancanza di credibilità per essere
reputate delle modalità valide ed attendibili, soprattutto all’interno
dell’ambiente scientifico ufficiale.
La
musicoterapia si pone all’interno di questo panorama.
Le
difficoltà nell’individuare delle modalità di valutazione e degli strumenti
di verifica possono essere ricondotte a quattro classi di elementi costituenti
la pratica musicoterapica:
i
soggetti protagonisti (paziente e terapeuta) sono esseri viventi, portatori
quindi di complessità e continua evoluzione;
la
componente fondamentale attraverso cui il trattamento si compie e s verifica
il cambiamento è la relazione;
questa
relazione avviene tramite l’elemento sonoro – musicale;
il
terapeuta, con tutta la propria soggettività, è contemporaneamente il
fautore e il valutatore del trattamento.
Queste
caratteristiche fanno sì che il metodo scientifico classico non sia applicabile
a questo ambito di ricerca, non potendo essere rispettate le condizioni di
validità e attendibilità minime per la sua applicazione.
Contemporaneamente,
aumentano sempre più le voci che mettono in discussione il metodo classico
stesso, il quale, anche all’interno delle cosiddette scienze “dure”, può
essere in realtà applicato solo ad alcune classi di problemi, spesso attraverso
l’uso di idealizzazioni della realtà e con il rischio che tutto ciò che non
rientra in questa grammatica non sia esprimibile e trasformabile in ambito
scientifico e quindi non esista.
La
necessità di una nuova prospettiva per affrontare questi problemi ha fatto
rivolgere l’attenzione del mondo scientifico a un nuovo paradigma, alla cui
base si pone “la teoria del Caos” (o teoria della complessità, o teoria dei
sistemi dinamici non lineari), che si fonda sul calcolo delle probabilità, che
studia le traiettorie degli eventi e non tanto il risultato finale o gli oggetti
puntuali. Cercare le cause non vuol dire cercare il perchè delle cose, ma il
come e in questa prospettiva il tempo assume un peso sempre più rilevante. La
ripetizione delle misurazioni permette di tracciare delle traiettorie e di
escludere gli errori e i fenomeni transitori.
Nel campo musicoterapico, l’utilizzo di validi strumenti di rilevazione (nel caso della nostra ricerca è una griglia) costruiti a partire dalla teoria di riferimento diviene la modalità attraverso cui osservare/valutare le molteplici dimensioni del soggetto nel corso del proprio movimento.
In
the last decades, many new relational-based disciplines were born and have grown
next to the traditional medicine, being considered with two opposite attitudes.
On
the one hand, the increasing request for their utilisation points out the need
for new therapies and underlines their effectiveness in terms of treatment; on
the other hand, they are not yet recognised as valid and reliable methods of
therapy, especially in the official scientific environment.
Music-therapy
is to be considered within this scenario.
To
understand the difficulties in finding assessment strategies and testing tools,
we have to take into account four different aspects specifically connected with
the music-therapy approach:
1.
The subjects involved (the patient and the therapist), as human beings,
constitute a complex and continually evolving universe.
2. The relationship represents the fundamental component of the treatment and i